Web e Tradizione, le donne rilanciano l’economia ‘country’

Una società che cambia, sotto l’effetto della crisi. E riscopre le sue tradizioni: è quello che racconta l’analisi su dati Unioncamere presentata da Coldiretti in occasione del 60esimo anniversario dalla nascita di Coldiretti Donne Impresa. Da tempo, nelle campagne italiane, a coltivazioni ed allevamenti si era affiancata con risultati positivi l’attività di agriturismo. Negli ultimi quindici anni, però, sono state riscoperte, una dopo l’altra, tante altre attività legate al mondo dell’agricoltura: che sono inevitabilmente attività della tradizione, precedenti alla ‘civilizzazione’ delle campagne che col benessere ha messo in secondo piano usi, costumi e conoscenze antiche. Questo fermento, ha rilevato l’analisi di Coldiretti, vede oggi come protagoniste le donne. Nulla di meglio quindi che celebrare il 60esimo con una mostra sui business moderni ispirati alla tradizione presso la sede nazionale di Coldiretti in Palazzo Rospigliosi a Roma, che ha visto quelle che erano memorie del passato, legate alla sfera femminile della vita e della società agreste, rinascere come moderne idee imprenditoriali. Grazie proprio, va detto, alle donne.
Nelle campagne, oggi, quasi un’azienda su tre è guidata da donne. Eccole allora, le donne che rilanciano, nelle 220.079 imprese che guidano ma non solo, la trasformazione dei prodotti; che inventano l‘agribenessere’, che conducono le fattorie sociali, che si impegnano nel recupero di antiche varietà, che guidano aziende che offrono attività didattiche, agriasilo, pet-therapy. Sono le donne, spesso, a sostenere col loro lavoro la promozione dei prodotti tipici e a mandare avanti le associazioni che se ne occupano. Come ha spiegato Lorella Ansaloni, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti,  “la multifunzionalità è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne e genera occupazione perché le aziende sviluppano attività che si affiancano a quella principale per offrire prodotti o servizi particolari”.

La mostra organizzata a Roma ha presentato alcuni campioni delle tipologie di attività ora in rilancio. Per esempio la produzione di agridetersivi ecologici, che sfruttano le mille proprietà delle erbe aromatiche, ma anche il principio attivo costituito dalla cenere, e che consentono ottimi risultati. Uno strumento concreto per prevenire l’inquinamento delle acque. Ebbene, una imprenditrice del Piemonte produce richiestissimi detersivi ecologici realizzati con le piante aromatiche e officinali: dal detersivo per lavastoviglie a base di alloro, ortica, limone e rosmarino, al sapone da bucato a base di sambuco e carota, tutti completamente ecocompatibili tanto da poterli riutilizzare per innaffiare le piante. Altro nuovo e antico prodotto ‘eco’ gli abiti in tessuti naturali colorati con tinture vegetali, e quindi anallergici, oltreché a chilometri-zero: una vera rarità nell’epoca dei vestiti prodotti a ‘chilometri novemila’ (la distanza media fra il centro dell’Europa e il baricentro delle produzioni dell’Estremo Oriente). con tessuti e coloranti di altro genere. Un’imprenditrice pugliese ha riscoperto l’importanza dei coloranti naturali e attraverso la coltivazione di ortaggi ed erbe tintorie fornisce coloranti naturali per abiti di alta moda. La gamma dei prodotti è variegata, si va dalla cipolla rossa e dorata, alla rapa rossa, dal cavolo viola ai carciofi, dall’edera ai mirtilli, dalle bacche di sambuco alle foglie di ulivo fino al melograno all’ortica e alla liquirizia. Prodotti ‘eco’ di punta realizzati nelle campagne sono poi, naturalmente, le conserve ‘della nonna’ e tutti i risultati della trasformazione dei prodotti agricoli. Ma l’inventiva dei nuovi imprenditori della tradizione sta recuperando davvero ogni aspetto positivo della vita contadina: come il mondo dei bimbi, per il quale propone giochi antichi, realizzati in legno e materiali naturali, ma in qualche caso aggiornati con elementi innovativi come il piccolo impianto di energia solare che muove quelli su ruote. O il mondo della festa: una imprenditrice del Lazio organizza l’innovativo servizio di “wedding planner green” con soluzioni alternative ed ecocompatibili, dall’allestimento floreale al pranzo nuziale rigorosamente a km zero ma anche divertenti e originali pic-nic in azienda. Per non parlare di festoni e rifiniture, ma soprattutto delle  deliziose agribomboniere intrecciate e tessute con erbe e fiori dei campi della Ciociaria. E poi l’imprenditrice sarda che ha rilanciato l’allevamento del baco da seta di razza “Orgosolo” con il quale si otteneva, attraverso una sapiente tessitura su un telaio antico di 200 anni fa, “su Lionzu”, il copricapo del costume tradizionale femminile di Orgosolo, una benda di seta grezza color giallo ocra che fascia completamente il capo. Nelle Marche invece è stata inaugurata la filiera del cappello a chilometri zero, che unisce le qualità del grano locale con lo stile della cappelleria.

Ma qual è il costo di questi prodotti e servizi, così densi di paziente ricerca letteralmente ‘filologica’, ri-progettazione e accurata ‘mano d’opera’? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i costi sono allineati a quelli di prodotti simili di uso comune, se non inferiori. Ad incidere positivamente sulla spesa sono infatti la produzione ‘in house’, l’assenza di costi per il trasporto e di spese per la comunicazione. Promozione e commercializzazione avvengono infatti attraverso il passaparola ed il web, tramite i quali queste produzioni raggiungono già oggi con facilità e frequenza i mercati esteri. Una pratica che sta diffondendosi sempre più fra i piccoli e medi creatori di prodotti tipici, generando il  valore aggiunto di un flusso turistico dall’estero verso le aree ‘agresti’ più attrezzate, come avviene per alcune regioni virtuose del Centro Italia. E’ anche così che l’agricoltura italiana sta tracciando nel mondo la ‘Via italiana alla crescita sostenibile’: argomento della XIV edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti, che si terrà a Villa d’Este a Cernobbio, dal 17 al 18 ottobre.

Francesco Paolo Mancini

Titolo originale: Tradizione, business!

©Futuro Europa®

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